Trippy è una app sociale che permette di condividere i propri viaggi e di chiedere informazioni sulla destinazione al proprio network di amici su Facebook, Twitter e in rubrica telefonica (ma non da Foursquare)
Il servizio è collegato alle api di Google (almeno così sembra) e dunque quello che bisogna fare è scrivere dove si va, scegliere cosa vedere, dove andare a mangiare e dove andare a pernottare.
E poi pubblicarlo.
Se la location è nota allora si riceveranno una serie di suggerimenti da parte di chi già ci è stato.
Il servizio può ricordare Tripadvisor ma l’uso del noto sito sembra più essere tarato sull’esistenza di una community allargata con la sgradevole sensazione che i suggerimenti siano certe volte pilotati sia in positivo che in negativo.
Trippy invece permette di attingere al proprio network personale e quindi i suggerimenti sono in un qualche modo più credibili perché provenienti da persone che conosciamo.
E quindi sarà compito dell’utente valutare anche la credibilità di quei suggerimenti.
Foursquare ha le informazioni e la base dati che renderebbe l’uso di Trippy puramente superfluo. Tuttavia la possibilità di non pianificare (il limite da mobile è di 10km) e l’assenza di un motore di ricerca per località, lo renderebbe inutile al nostro scopo che è quello di pianificare un viaggio con un preavviso seppure minimo.
Trippy inoltre si distingue da un servizio quasi omonimo: Tripit. La parte più bella di Tripit sta nell’auto-creazione di un itinerario nel caso in cui l’utente abbia prenotato un servizio e abbia collegato l’applicazione al proprio account e-mail.
La vocazione di Tripit è chiaramente nel business travel, lo dimostra anche il fatto che l’applicazione è presente sullo store di Apple in due versioni: freelance e a pagamento.

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