Swim&Run Albisola: la mia esperienza

E così dopo tanto parlare finalmente posso misurarmi con la realtà dei fatti dello SwimRun.
L’occasione mi è stata data da una gara che si è tenuta ad Albisola che si chiama Swim&Run.
Non si tratta però di una gara di questa nuova disciplina.
E’ stata invece una gara di aquathlon.
C’è dunque un solo passaggio acqua – corsa e per di più con cambio.
Ho però chiesto all’organizzazione (http://www.triathlonsavona.it/) se potevo “hackerare” la corsa e mi hanno detto che si, si poteva. Non finirò mai di ringraziarli.
Il mio “hackeraggio” consisteva nella possibilità di nuotare con le scarpe e di correre con la muta.
Nulla di grave insomma.
Unica richiesta degli organizzatori: non usare le palette (molto frequenti nello swimrun) per evitare di fare male agli altri concorrenti.
Così su una distanza per gestibile (750 metri a nuoto e 5000 di corsa) ho provato alcune meccaniche e ho imparato alcune cose.
Ho voluto fortemente un test in questa gara perché aveva condizioni climatiche simili a quelle che troverò nella gara dell’anno: la Engadin Swim Run.
Una gara che si tiene a luglio ma in montagna.
Possibile temperatura dell’acqua: 12/14 gradi.
Temperatura esterna sotto i 20 gradi.
Condizioni analoghe a quelle di Albisola a gennaio.
Alcune considerazioni:
la muta lunga è molto comoda in acqua quando ci sono quelle temperature. Tuttavia correrci fuori è dura.

Ho usato una muta della Head progettata per lo swimrun. I movimenti fuori dall’acqua sono fluidi ma si tratta pur sempre di una muta.
Infatti con una temperatura esterna sopra i 15 gradi si suda parecchio e come è successo a Cagliari la settimana prima, l’acqua fredda diventa l’ultimo dei problemi. Anzi è una bella risorsa.

La soluzione più plausibile è tagliare la muta ma prima sarà importante fare un po’ di test in acqua fredda per valutare il mio grado di sopportazione.

Dopo l’esperienza fatta a Cagliari, ho usato una cuffia con sottogola.
Si è dimostrata un’ottima scelta impedendo all’acqua fredda di arrivare alle orecchie con inevitabile fastidio durante la nuotata.
Le calze della wonderful socks si sono ancora una volta dimostrate ottime.
Proteggono il piede e non si inzuppano più di tanto.
Le scarpe usate per correre in spiaggia a Cagliari hanno dimostrato un ottimo grip ma sull’asfalto, dove ho corso ad Albisola, si sono dimostrate un po’ rigide.
Nell’attesa di una nuova gara, la conclusione a cui arrivo è che è meglio abituarsi a nuotare con temperature più fredde e avere una attrezzatura più leggera del solito.
Le sessioni di corsa ne beneficeranno.

Pubblicato da Orazio Spoto

Husband, Traveller and SwimRunner. Creator of TheSmartTraveller a consultancy firm with focus on in digital marketing

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