Paura e delirio a Livigno (ma è uno scherzo)

Livigno runstralivignoCorrere è amicizia, è scoperta del territorio e scoperta dei propri limiti.
Non è una frase fatta ma è la diretta conseguenza e conferma della tre giorni finita ieri a Livigno.
Venerdi è stata organizzata una tavola rotonda su “running e comunicazione”, il sabato si è corsa la Stralivigno, domenica abbiamo fatto un pranzo conclusivo.
Ma andiamo per ordine. La Stralivigno. Info qui
La Stralivigno non è andata come volevo, sono partito forte (forse troppo) e dopo diverse salite i miei polpacci mi hanno dato il ben servito.
Dal 13 km al 21 ho fatto una specie di via Crucis.
Il fiato c’era, la voglia di fare bene pure, la grinta, da vendere.
Il percorso: straordinario.
Condizioni climatiche: perfette
Ma i miei polpacci mi frenavano e mi costringevano a camminate, intervallate da frequenti stop per fare strectching.
Sporadicamente ho fatto delle corsette leggere.
Peccato.
In tutto questo contesto ho notato con piacere (ma già lo sapevo) che tantissimi runner che mi hanno chiesto come stavo, se avevo bisogno di aiuto e se dovevano chiamare qualcuno per aiutarmi nel ritiro.Conclusioni della Stralivigno (e non solo)

Più corro, più è evidente che nelle corse non ci sono avversari. L’avversario è la tua determinazione. O meglio: sei tu il tuo avversario.
Flashback: il giorno prima abbiamo fatto una tavola rotonda.
Con me, in veste di runner/ instagramer /blogger, c’erano anche giornalisti, blogger, giornalisti/blogger.
Chi pensava ad un dibattito infuocato sarà rimasto deluso.
Certo il periodo non è dei migliori: è notizia recente che Condé Nast procede con numerosi esuberi.
Poteva diventare uno scontro fra produttori di contenuti (titolati e con testate alle spalle) e grandi appassionati che nel corso di mesi o anni hanno saputo raccontare con stile e personalità il mondo della corsa attraverso un blog.
Poteva diventare uno scontro fra gerarchie di contenuti: chi parla della corsa in maniera tecnica, chi ne mette in risalto i dettagli apparentemente frivoli (moda), chi invece ne fa una questione di promozione del territorio.
Conclusioni della Tavola Rotonda
In realtà di scontri non ne ho visti, c’è stato invece un civilissimo scambio di opinioni e vedute, tutte dettate dal dogma della passione per la corsa.
Tutti i partecipanti ne hanno accettato le sfaccettature senza criticarle o porle in una improbabile quanto inutile scala gerarchica.
Avanti così.
Potrei infine raccontarvi dell’ultimo giorno ma non lo farò, bastano le seguenti parole: bombardino, amaro braulio, limoncello, pizzoccheri…
Devo aggiungere altro?
Cosa mi porto a casa?
non in ordine di importanza:
un pettorale in più
aver conosciuto persone fantastiche
una necessità di riscatto per la scarsa performance
un possibile nuovo progetto dedicato alla corsa e al turismo
tanto allenamento in più per i miei polpacci
aver conosciuto un campione come Marco De Gasperi
E ora una galleria di immagini!
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