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Metti un evento, di quelli belli. Vi dico subito il tag  #ExploreDjango. Avete pensato subito a Tarantino?

Vi sbagliate. Dovreste aver pensato a Django Reinhardt, storico chitarrista jazz morto nel 1953

Ma si diceva: Metti un evento, di quelli belli

Ecco io c’ero dentro. Il posto è la Segheria.
Una ex segheria diventata un luogo di ispirazione artistica ma anche culinaria.
Qui è dove lavora uno degli chef di grido del momento: Cracco.
Il quando, è una sera di fine ottobre che per essere fine ottobre era fin troppo calda.

Il chi è una lista di bloggers, influencers, instagramers, socials (tutto con la s per carità)

L’occasione è stata il lancio dei nuovi motorini della Peugeot.
Resto sempre affascinato dalle atmosfere che si creano in questi casi. Uno scienziato sociale quale io sarei secondo il Ministero dell’istruzione ci andrebbe a nozze ma io non mi metto dalla parte dello scienziato perché sono parte di quell’ecosistema.

E allora trovi persone che non hai mai visto dal vivo ma che conosci attraverso Facebook e ti ritrovi esattamente come se ci avessi bevuto una birra insieme.
Trovi la blogger che però è una modella.
Trovi la sorella della più grande blogger (anche se sarebbe il caso di chiamarla stilista oramai) che anziché rintanarsi in casa e occuparsi di tutto ciò che sia antimoda (almeno questo sarebbe l’atteggiamento della persona mediocre) scende nella stessa arena e macina consensi e numeri.

Trovi poi la scelta coraggiosa e quasi di sfida di creare un momento.

Avete presente quei momenti in cui durante gli eventi (che ricordano un po’ i matrimoni e viceversa) qualcuno sbatte la forchetta sul bicchiere e richiama tutti all’ordine?
Ovviamente c’era anche in questo caso “il momento” che ha visto la partecipazione dell’Amministratore delegato ma, udite udite anche di un filosofo.
Mi capita di partecipare agli eventi, si sa che sono spesso e volentieri incontri di lavoro e che dunque è importante esserci.
Ma non mi era mai capitato, a mia memoria, di assistere ad un discorso del filosofo durante un evento del genere.

Il protagonista in questione è Claudio Bonvecchio,  Professore di Filosofia delle Scienze Sociali, Presidente del Consiglio di Corso di Studi in Scienze della Comunicazione nell’Università degli Studi dell’Insubria (Varese), Coordinatore del Dottorato in Filosofia delle Scienze Sociali e Comunicazione Simbolica e di, non scherzo, almeno altre 10 righe di titoli accademici.

Insomma parliamo di un intellettuale con la I e la N maiuscole.

Cosa ci dice il Prof Bonvecchio?

Ci dice che che la filosofia è parte integrante della nostra storia ed è base del pensiero non solo filosofico ma anche economico occidentale.
Ci dice o almeno questo è quanto ho inteso io,  che un motorino che guarda al passato ma che viene rilanciato nel 2014 è molto di più di un motore e di una spruzzata di vernice. Ci dice che è un simbolo, ci dice che è un segnale dei tempi e che nel bene o nel male dovremmo farci delle domande.
Peccato che mentre lui parlasse il fruscio di fondo fosse fin troppo elevato. Segnale che di attenzione ce ne era veramente poca.
Ed è li che mi sono detto se non sia il caso di ritornare a studiare tutti un po’ di filosofia ma soprattutto di farci delle domande.

 

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