Non viaggio più come una volta. Purtroppo. Ma, complice un buono in scadenza di quei cofanetti regalo (a chi non è mai successo?), siamo andati (io e mia moglie) a Trento.
Tranquilli non vi faccio la cronistoria della visita a Trento (almeno non in questo post) ma vi dirò che non ho mai parlato tanto con i commercianti. Sono entrato in gioielleria per cambiare un cinturino (un po’ come entrare in una boutique di Giorgio Armani e comprare i fazzoletti di carta personalizzati ) e ci sono rimasto per 20 minuti buoni a parlare della mia marca di orologi preferita. Entro in gastronomia (tutti a Trento, se non sono Trentini, entrano in gastronomia e comprano le salse più strane e lo Speck, guai a non comprarlo), stesso discorso. Il massimo l’ho dato in un negozio di valigie. Ora le valigie sono un po’ come le auto di Formula1. Il 99% della popolazione mondiale si limita a dire che corrono, solo l’1% sa che bisogna farsi un mazzo tanto anche solo se vuoi fare l’addetto al rifornimento. Ecco io sono l’1% di coloro che parlano di valigie e ho trovato un negoziante (non il commesso) che era appassionato come me. Ne è scaturita una conversazione brillante per me e il negoziante. probabilmente noiosa per tutte le altre persone che ci ascoltavano loro malgrado in negozio (inclusa mia moglie).
Beh erano anni che non mi accadeva una cosa del genere. E quindi è giusto celebrarla con questo post.
E siccome sono buono, ecco anche una foto scattata a Trento! Non è un granchè però ho rispettato la regola dei 4/3 e della prospettiva!

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