La Chiquita, il FAI e la carta

Prima di tutto le presentazioni:

Chiquita: nota azienda che vende banane
FAI: nota associazione dedicata alla tutela e alla valorizzazione dei beni artistici italiani

La Chiquita, venerdi scorso, ha preso in affitto una location straordinaria di Milano: Villa Necchi Campiglio. La struttura è sotto la responsabilità del FAI. L’obiettivo della Ciquita era presentare in un bel contesto i suoi nuovi frullati che verranno commercializzati a breve invitando all’assaggio alcuni blogger fra cui il sottoscritto (in realtà imbucato grazie a mia moglie, blogger decisamente più blasonata!).

L’organizzazione è stata impeccabile, anche se il tempo non ha aiutato costringendoci a stare, in alcuni momenti, raccolti in quasi 100 blogger, all’interno di tre sale. Ottimo anche il rinfresco, tutto a base di frutta e gratificante la possibilità di provare i frullati attingendo liberamente dal frigo!

Doverosamente elenco i gusti disponibili: fragola-banana, ananas-banana, cocco-mango, lampone-melograno.
Ho assaggiato cocco-mango e lampone-melograno. I sapori sono ok, magari un po’ troppo densi per i miei gusti ma sono decisamente dissetanti.

Detto questo, anche una piccola critica: sono stati distribuiti questionari e buoni sconto in versione cartacea. Anzi, a onor del vero, i questionari erano anche in formato digitale  all’interno di una bellissima chiavetta USB (a forma di banana ovviamente) ma la cosa non è stata comunicata più di tanto.

Peccato! Infatti aver radunato tanti blogger in uno spazio ridotto  (ecco perchè il tempo non ha aiutato!) ha scatenato una esibizione di tecnologia ad alti livelli. Questo utilizzo del questionario cartaceo, un po’ old fashioned, ha creato prima un effetto di iniziale sbalordimento e poi di bonaria critica al direttore marketing della Ciquita presente all’evento.
E poi: se si può risparmiare un po’ di carta, tanto meglio no?