Sarò breve….

Guardo poco la televisione e penso che in futuro lo farò meno. Anche le trasmissioni giornalistiche hanno preso una brutta piega. Secondo me, almeno.
Ieri, per esempio, ad Anno Zero ho sentito due cose che mi hanno fatto accapponare la pelle. Ovvero:

1) un imprenditore tessile ultrasettantentenne ricorda il passato fatto di cose tangibili
2) una imprenditrice che parla in termini positivi del nostro sistema bancario (arretrato) ma che, in quanto tale, cioè poco arretrato, ha sviluppato l’estro degli imprenditori (già paragonare il credito alla famiglia e il credito alle imprse mi sembra un bell’errore comunque).

Voglio evitare le generalizzazioni e al tempo stesso non voglio andare sull’esempio specifico visto che poi ci sono sempre degli alibi che rendono le affermazioni sempre meno gravi di quello che sono. Ma oggettivamente bisogna segnalare che:

a) le banche devono rischiare di più e scommettere sulle piccole strutture. Si esce dalla crisi con la cultura imprenditoriale. Non cercando un posto fisso (almeno per gli over 35).

b) Internet e tutto ciò che non è tangibile non è il diavolo ma è il presente e il futuro. Dalla rete, l’individuo amplifica  la relazione e non spersonalizzazione. Basta viverla e non osservarla dalla finestra.
Questo è vero nella stessa misura in cui si usa correttamente il mezzo.

Ovviamente. Ma è sempre bene ripeterlo. Non si sa mai.
Buon Primo Maggio