Esperimenti sociali: metti una fila alle Poste di sabato mattina

Cosa fare se vi arriva una raccomandata e potete ritirarla solo sabato? Portatevi un libro o una rivista!
O in alternativa osservate con occhio vigile e udito (neanche troppo fino) quello che accade intorno a voi. Potreste anche risparmiare sul cinema!
Sono alla Posta di Milano (ufficio di Via Pindaro). Sono arrivato alle 9.40. E’ sabato. Più o meno sospetto cosa dovrò ritirare. Il Cud della mia vecchia azienda. La fila è di 50 metri (è tempo di Cud! ma vedo che ci sono parecchie multe): le persone si lamentano, sbuffano, parlano da sole. Altri danno consigli al malcapitato di turno su come risolvere i problemi dell’inefficienza della Posta (più o meno come facciamo noi uomini che ci crediamo allenatori della nazionale durante gli Europei o i Mondiali).
Qualcuno è decisamente proattivo: si fa dare il numero di telefono per esporre le proprie lamentele. Io l’ho già fatto una volta via web. Ho la sensazione che non sia servito a niente….
Dietro di me due impiegati (sono colleghi ma anche amici) si lamentano a tema libero. Non mancano i bambini che girano liberi e le persone anziane in fila che restano in piedi. Bambini, anziani ed extracomunitari. Quando si dice luoghi di aggregazione intergenerazionali e interraziali!

A proposito: chi fra di voi è pratico di sportelli, si chiederà perchè gli anziani sono in piedi. Semplice: non vanno i numeri che servono a prenotare il proprio turno. Ora che la fila davanti a me è passata da 50 a 20 metri noto un foglio di carta che riporta, a mano, che “le raccomandate del cap  20126 del 5 marzo non sono pervenute”. Meno male che non mi riguarda. Non l’avrei presa bene….
Gli impiegati/colleghi/amici dietro di me, nel frattempo parlano, parlano e parlano. Questa volta di dati di vendita della propria azienda: meno 50%  aggiungendo “come le altre del resto”. La prima cosa che penso è che la persona in questione lavori in Confindustria.
Questa informazione mi rattrista. Sono però sicuro che alcune aziende, oggi, stiano facendo più 50%. Non è mica scritto sul marmo che una azienda non debba adattarsi al mercato…..

Nel frattempo si respira aria di linciaggio verso gli impiegati: chi sbaglia? Boh. Questo è il paese degli impiegati felici che potevano anche assentarsi dal lavoro per fare la spesa e le commissioni. Ora, visto che le regole sono regole, se vuoi assentarti devi prendere un permesso (e ci si pensa un paio di volte prima di farlo). Una volta c’erano i portieri degli stabili che prendevano la posta per te. Sfido a trovare un palazzo con portiere (con tutto quello che costano). E poi: forse il dirigente delle Poste non ha previsto questo potenziale aumento di utenti (pardon clienti) prendendo provvedimenti oppure ha le mani legate (di questi tempi i soldi per gli straordinari non ci sono.
Alla fine con tutte queste funzioni/incarichi non si sa mai di chi è la colpa. Fatto sta che sentivo dire che c’era un solo sportello. In realtà ne vedo tre. Un pò mi ricredo. Non manderò alcuna lamentela via web. Alla fine è il mio turno. Intorno a me gli altri utenti chiedono di sapere chi è il mittente della loro raccomandata (la prudenza non è mai troppa). La mia pratica viene smarcata in un paio di minuti. Alle 10.40  esco. Era proprio il mio Cud…

2 pensieri riguardo “Esperimenti sociali: metti una fila alle Poste di sabato mattina

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