E’ la domanda che mi sono posto ultimamente quando su Facebook ho cominciato a ritrovare vecchi amici e compagni della Scuola media, del liceo, del doposcuola, etc…
E’ un dato di fatto che Facebook è il sito più trendy del momento e che molti curiosi ci si stanno avvicinando. Quello però che mi stupisce di più è la facilità con cui alcuni neo-utenti, il più delle volte con poca familiarità con Internet, imparano a fare network e a padroneggiare le logiche di aggregazione presenti sul sito.

Il successo di Facebook sta proprio in questo: nella sua semplicità che unita all’effetto “carramba che sorpresa” invoglia a passarci un po’ di tempo.
E qui cominciano i dolori: è infatti assodato che su Facebook, in media, si perde parecchio tempo e quando questo  avviene durante le ore di lavoro, è un problema. Una ricerca di poco più di un anno fa stima in 233 milioni le ore tolte alla produttività sul luogo di lavoro; si parla inoltre di cyberslaking, intendendo con questa parola quello che qui chiamiamo più prosaicamente “cazzeggio”. 

Guai enormi però a chi ne approfitta per demonizzare la tecnologia. Ovviamente la colpa è solo e soltanto degli utenti che abusano del mezzo e che evidentemente non hanno abbastanza da fare. In fondo, già molto prima che nascesse Facebook ci si poneva lo stesso problema con il telefono!

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