Per quasi un mese ho provato lo zaino della Thule chiamato Paramount Backpack. La capienza è di 27 litri. 

Per me lo zaino è un oggetto sacro, è sinonimo di piacere, di produttività e perchè no anche di comunicazione (dimmi che zaino hai e ti dirò chi sei!). Insomma per me lo zaino è una cosa molto seria ed è per questo che in questi anni ho speso migliaia di euro in zaini. Ben consapevole del fatto che lo zaino perfetto non esiste e non esisterà mai

Ma veniamo al nostro zaino Thule e confrontiamoci su:

Elementi di carico

Estetica e Versatilità nel look

Organizzazione degli spazi 

Capacità di resistenza agli agenti atmosferici 

Sostenibilità 

Indossabilità 

Ricordo che molti di questi fattori sono soggettivi e mai assoluti. In particolare l’indossabilità è legata alle caratteristiche fisiche del tester. Quello che va bene per me che sono un uomo alto 1.80, allenato e in leggero (leggerissimo dai) sovrappeso, non è detto che vada bene per altri. Stesso discorso per il look. Testo zaini da venti anni e ovviamente il mio punto di vista è molto cambiato rispetto a quando avevo 24 anni. E questo senza contare che lo stesso carico dello zaino è molto cambiato: una cosa fra tutte: la tecnologia si è notevolmente alleggerita. 

Iniziamo

Il modello che ho ricevuto per il test è colore verde oliva e ha la capienza di 27 litri. Il verde è abbastanza scuro e ha delle bande nere. Non è il classico zaino business ma non stona in una riunione di lavoro. La versione nera è quella più seriosa ma al tempo stesso più anonima. 

I colori disponibili sono 4: il racing green, il Timberwolf beige, il verde oliva e il nero.  

La quantità di tasche presenti dona un aspetto casual allo zaino anche se la copertura con le bande nere e calamitate contribuisce ad una pulizia delle forme. 

Organizzazione degli spazi

La grande quantità di tasche permette di organizzare bene gli oggetti più piccoli.
La cosa che più mi è piaciuta è l’accesso sia superiore che laterale alla grande sacca. Questa opzione ha influito sul modo in cui ho usato lo zaino.
In questi giorni di prova per esempio, non ho quasi mai aperto lo zaino dalla parte superiore. L’ho sempre sdraiato su un lato e da li ho preso quello che mi serviva. La possibilità di estrarre anche il computer e il tablet da una tasca laterale contribuisce a dare a questo zaino un’anima “side”. Peccato che l’apertura fosse a destra mentre per me che sono mancino sarebbe stato meglio a sinistra. Ovviamente sono abituato a questo genere di “scomodità” e sono consapevole del fatto che i mancini siano comunque una minoranza. Me ne sono fatto una ragione.

Giro con un MacBook Air del 2019 13 pollici ma potrebbe starci un laptop da 15,6″ e un tablet da 10,5″ entrambi in uno scomparto imbottito e nel caso del tablet accessibile dal lato più corto. Un vero invito quest’ultimo al carico e allo scarico dei nostri preziosi alleati tecnologico dal lato e non dall’alto.

Capacità di resistenza agli agenti atmosferici 

Nel periodo di prova non ho avuto modo di mettere alla prova il prodotto sotto una pioggia torrenziale. Lo zaino che è realizzato in materiale resistente all’acqua, come sostiene l’azienda e ha anche il vantaggio di avere una base rinforzata. Questo è molto utile quando si decide di poggiare lo zaino per terra, magari con un fondo bagnato senza rischiare di sporcare lo zaino. Per quanto riguarda invece il rinforzo nella stabilità, non ho avuto modo di notare un grande beneficio. Bisogna tenere conto che la struttura dello zaino è morbida e quindi molto dipende da come e quanto lo si carica. 

Relativamente alla sostenibilità, si tratta di un argomento molto più complesso di quanto sembri, pertanto linko direttamente la pagina sostenibilità sul sito Thule. https://www.thule.com/it-it/about-thule/sustainability.

Thule è una azienda svedese e normalmente le aziende di questi paesi hanno già nel loro DNA la propensione a lavorare nel rispetto dell’ambiente e delle persone. Naturalmente l’essere svedesi non garantisce in automatico il raggiungimento dei più elevati standard di sostenibilità e dunque vi invito a farvi una idea leggendo i vari punti affrontati. Ad ogni modo se il buongiorno si vede dal mattino, allora possiamo stare tranquilli: Thule è tutt’altro che avida nel dare informazioni sulla sostenibilità.

Per quanto riguarda l’indossabilità, l’ho portato quasi sempre a pieno carico e la sua forma rettangolare con ampie tasche laterali aiuta a scaricare il peso. Nelle sue tasche laterali ho messo dentro l’ombrello ma soprattutto le borracce. Ho fatto un primo test con la borraccia thermos della chilly’s da mezzo litro e uno con la più leggera Nalgene in plastica dalla stessa capienza. La tasca esterna, pensata appositamente per questo è molto comoda e permette un accesso rapido all’acqua. 

Ho trovato molto utili gli spallacci con diversi anelli di aggancio, per me che sono un appassionato di ganci e gancini è stata una epifania. Ci ho attaccato le AirPods con la loro custodia, la mia macchina fotografica e ovviamente il mio cellulare. Ecco magari non fate come me: e’ un attimo sembrare un albero di natale. 

Conclusioni

Il marchio Thule è stato fondato nel 1942 e il suo motto è Bring your life. In questo zaino da 27 litri c’è spazio per tutto anche se in assetto a pieno carico lo zaino appare più pieno di quanto possa sembrare. Il fatto che non ci siano divisori contribuisce a rendere lo zaino leggero ma richiede più organizzazione da parte nostra. Poi come sempre avere tante tasche significa avere ben presente cosa farci. Si fa molto presto a far diventare lo zaino un pozzo di San Patrizio.

Il prezzo suggerito al pubblico è € 164,00, un po’ caro per la media ma come sempre la qualità si paga. E quando dovete portare in giro i vostri costosi giocattoli, è bene non rischiare.

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